Occhialeria

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Per procedere ad un’analisi del fenomeno della contraffazione nel settore dell’occhialeria, è bene operare una distinzione preliminare, quella tra occhiali da vista ed occhiali da sole.

Queste due differenti categorie di prodotti non possono, infatti, essere trattate congiuntamente, in quanto sussistono tra le stesse grosse differenze sia in ordine ai rispettivi canali di vendita e distribuzione, sia in ordine alla funzionalità e alle caratteristiche proprie di ciascun genere di prodotto. Ciò ha delle grosse implicazioni sulla frequenza e probabilità che si verifichi la contraffazione.

Pur certamente presente anche nello specifico campo degli occhiali da vista, in questo ambito merceologico il fenomeno della contraffazione si manifesta in misura minore che per gli occhiali da sole.

La ragione di ciò risiede nel fatto che gli occhiali da vista sono prodotti realizzati con un elevato tasso tecnico e progettati con specifiche caratteristiche individuali. Ciò diminuisce il rischio di contraffazione, in quanto il consumatore non è generalmente disponibile ad acquistare un paio di occhiali da vista ‘standard’ senza che lo stesso possieda le garanzie e le personalizzazioni che normalmente si debbono accompagnare ad un simile prodotto.
Inoltre, la vendita degli occhiali da vista ha luogo, nella maggior parte dei casi, attraverso canali di distribuzione appositamente riconosciuti e regolati, come per esempio gli esercizi commerciali a ciò espressamente autorizzati.

La natura funzionale di questi prodotti, in questa caratteristica assimilabili ai farmaci per la stretta attinenza che con essi hanno dal punto di vista della tutela della salute, riduce il rischio della contraffazione: infatti, la possibilità di adescare il consumatore inducendolo ad accettare un compromesso tra prezzo e qualità dell’occhiale non rappresenta un’attrattiva allettante, non possedendo il prodotto contraffatto neppure le caratteristiche basilari di quella qualità che legittimamente ci si aspetta.

Il mercato della contraffazione degli occhiali da vista ha, inoltre, un deterrente difficilmente superabile. Le lenti, infatti, sono elementi difficili da riprodurre - dal punto di vista tecnico - ad un costo inferiore rispetto a quello normale di produzione e ciò, inevitabilmente, finisce per ricadere sulla prospettiva di guadagno del contraffattore, che non trova quindi ragioni sufficienti per intraprenderne la produzione ed il commercio in forma illecita.

Fenomeno affatto diverso e di gran lunga più rilevante, dal punto di vista dell’incidenza dell’attività dei contraffattori sull’intero mercato nazionale ed internazionale, è quello della illecita produzione di occhiali da sole, che sono invece prodotti avente ampia diffusione e quindi tipicamente popolari e che, come tali, hanno una grossa probabilità di essere contraffatti.

Il consumatore qui gioca un ruolo attivo e non passivo. Nell’acquisto del prodotto contraffatto, egli è solitamente ben consapevole di acquistare una contraffazione di qualità inferiore rispetto al prodotto genuino. Ciò che lo induce ad acquistare comunque il prodotto è la presenza di un prezzo sufficientemente inferiore rispetto al prodotto originale, tale per cui la differenza di qualità sia, in qualche modo, abbondantemente compensata.

Per il contraffattore tutto ciò è attraente: egli ha di fatto la possibilità di garantirsi un prodotto simile all’originale, soprattutto dal punto di vista estetico, ad un prezzo che talora è enormemente inferiore.

Per molti versi la contraffazione degli occhiali da sole segue il medesimo sistema che vale per la contraffazione dei capi di abbigliamento ‘griffati’. Il prodotto è molto ricercato dal consumatore, ha un prezzo elevato allorchè originale ma è relativamente semplice da imitare, sebbene i dati tecnici e le qualità intrinseche tendano ad essere molto inferiori.

I costi materiali della produzione di occhialeria di alta qualità ed i costi associati alla pubblicità ed al marketing rendono il prezzo finale dei singoli occhiali molto alto. Il contraffattore può trarre vantaggio da questo iniziale investimento, che egli non ha, sopportando costi di utilizzazione sostanzialmente bassi, anche attraverso l’uso di materiali di qualità inferiore e/o anche per il fatto di non aver sostenuto alcun costo in ragione dell’inesistenza di attività di marketing.

In generale, la contraffazione degli occhiali da sole si presenta sotto tre forme principali:

  1. la sovrapproduzione, che si verifica quando il produttore-licenziatario realizza una serie di lotti ulteriori di prodotti, senza il consenso del titolare del marchio, e li commercializza attraverso canali diversi;
  2. la contraffazione di occhiali che vengono realizzati da aziende in maniera conforme alle caratteristiche del prodotto originale;
  3. la contraffazione di occhiali che vengono realizzati da aziende in maniera non conforme alle caratteristiche del prodotto originale.

Secondo i dati forniti dall’ANFAO - Federazione Nazionale Articoli Ottici, che raggruppa 150 aziende del settore dell’occhialeria, in Italia si produce e distribuisce, sulla base di accordi di licenza validi in tutto il mondo, quasi l’80% delle griffes più conosciute a livello mondiale.

E’ dato di comune esperienza che il commerciante abusivo, incurante degli effetti deleteri della propria attività tanto sulle imprese di settore quanto sul pubblico dei consumatori, diffonde sul mercato prodotti di scarsissimo livello qualitativo, come tali in grado di causare danni, anche gravi, alla salute degli utilizzatori, specialmente ove si consideri la relazione stretta che intercorre tra qualità dell’occhiale e la sua funzione di sussidio e protezione visive.

Da un sondaggio commissionato dalla Commissione Nazionale di Difesa della Vista su un campione rappresentativo di mille persone - interpellate nelle grandi città (Milano, Roma, Napoli) - è risultato che oltre il 70% degli italiani non danno sufficiente importanza alla pur necessaria protezione dalla luce e dalle radiazioni solari, così come scarsa è risultata essere la conoscenza delle normative esistenti circa la conformità agli standards di legge degli occhiali da sole.

La maggior parte degli intervistati ha, perlopiù, affermato di aver in passato acquistato occhiali da sole principalmente per ragioni estetiche e, dunque, seguendo soltanto le tendenza del gusto e della moda: eppure i danni a distanza prodotti dalle radiazioni solari rappresentano un rischio noto e concreto per gli occhi di adulti e bambini.

E’ questo un concetto che deve essere rimarcato e che assume vieppiù importanza laddove si consideri che i commercianti abusivi vendono, in assoluta prevalenza, occhiali da sole che non possiedono affatto le caratteristiche tecniche e qualitative necessarie e sufficienti ad assicurare al consumatore finale un’adeguata protezione dai raggi UV: certamente ciò costituisce un fattore di rilevante importanza e di rischio per la tutela della salute del consumatore, soprattutto oggi che l’impatto sull’opinione pubblica delle problematiche ambientali assume caratteri di spessore notevole.

Ma la tutela della salute non è l’unico aspetto rilevante del commercio abusivo di occhiali: nel settore dell’occhialeria l’abusivismo porta con sé, purtroppo e necessariamente, anche la contraffazione di marchi, brevetti e modelli ornamentali che le industrie del settore, dopo aver sostenuto sforzi spesso ingenti, sia dal punto di vista dei costi di ricerca sia dal punto di vista delle risorse umane, richiedono ed ottengono a protezione del patrimonio tecnico ed estetico così onerosamente raggiunto: e ciò vale tanto per quel che riguarda il settore degli occhiali da sole, quanto per quel che concerne le montature degli occhiali da vista.
In tal caso, l’elusione dei diritti di privativa industriale è l’obiettivo e la ragione principale della contraffazione.

Molti occhiali portano, infatti, i nomi di famose marche, come ad esempio quelli di alcuni famosi disegnatori di moda, anche se vengono prodotti pressochè esclusivamente da aziende del settore dell’occhialeria, su licenza delle case di moda.