Chimico-farmaceutico

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Il settore dell’industria farmaceutica, è ormai da anni, oggetto di grande attenzione da parte dei contraffattori: la ragione principale di ciò sta nel fatto che questo mercato è necessariamente pervaso da regolamentazioni e normative severe e dispendiose dal punto di vista dei costi di ricerca e di realizzazione dei prodotti. Il produttore di medicinali contraffatti, non attenendosi a questi standard, è in grado di minimizzare i costi e le procedure, realizzando ampi e per esso invitanti profitti.

Come per gli altri settori dell’industria chimica, il pregiudizio economico derivante dal fenomeno della contraffazione nell’ambito della produzione farmaceutica è molto alto, provocando ingenti danni alle aziende e distorcendo in maniera anomala il mercato e la normale concorrenza tra imprenditori. In aggiunta a ciò, non può sottacersi il fatto che, soprattutto in questo settore, la contraffazione dei prodotti porta a conseguenze molto più rischiose che altrove: essa infatti costituisce un serio ed attuale rischio per la salute pubblica.

La casistica ha mostrato che, nel corso degli anni, la contraffazione dei prodotti farmaceutici si è presentata sotto diverse forme. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne ha identificate principalmente sette:

  1. confezione contraffatta e corretto dosaggio di principio attivo;
  2. confezione contraffatta e principio attivo errato;
  3. confezione contraffatta e nessun principio attivo;
  4. confezione contraffatta e erroneo dosaggio di principio attivo;
  5. confezione genuina e deliberato uso di principio attivo errato (c.d. falso criminale);
  6. confezione genuina e deliberata assenza di principio attivo (c.d. falso solo apparenza);
  7. confezione genuina e erroneo dosaggio di principio attivo (c.d. falso imperfetto).

A differenza della maggior parte del resto del mondo, in Europa il mercato dei prodotti farmaceutici è rigidamente regolato e gli standard qualitativi sono fatti rigorosamente osservare, al fine di assicurare la sicurezza e l’efficacia dei prodotti. Le industrie farmaceutiche investono ingenti risorse economiche nella ricerca e nello sviluppo e sottopongono i loro prodotti a continui controlli di qualità, anche se non richiesti dalla legge.

Sul mercato dei farmaci si sono osservati cinque diversi modi per commercializzare medicinali contraffatti:

  1. franchising: i contraffattori sono soliti applicare il marchio di un prodotto genuino su altri prodotti che non fanno parte della linea originale. Ciò potenzialmente arreca pregiudizio alla casa cui appartiene il prodotto originale;
  2. mercato parallelo: il modello di distribuzione e commercializzazione dei farmaci che si avvale del sistema delle licenze, anche se non illegale all’interno dell’Unione europea, ha portato all’ormai noto fenomeno del c.d. ‘mercato parallelo’, ossia alla possibilità che forniture di prodotti genuini si mescolino con altre di prodotti contraffatti, con notevole difficoltà di individuazione e tutela dei prodotti originali;
  3. distrazione o commercio illegale: questo fenomeno riguarda la rivendita di campioni di medicinali precedentemente distribuiti a medici come forma di mercato promozionale, ovvero l’alterazione fraudolenta delle date di scadenza dei medicinali stessi, così da prolungarne in modo illecito la vita e, quindi, la commerciabilità. Il commercio illegale si manifesta talvolta anche nel commercio di prodotti genuini, ma provenienti da aziende che non sono in possesso di regolare licenza;
  4. sostituzione: talvolta ingredienti o principi attivi di qualità inferiore vengono sostituiti a quelli genuini e più efficaci;
  5. sofisticazione e riciclo: consiste nel recupero di prodotti di scarto e nel successivo riciclo degli stessi ai fini della rivendita. Questa prassi è stata, in particolare, osservata nella regione asiatica del Pacifico.