Elettronica di consumo
Le imprese, che spesso investono considerevoli somme in materia di ricerca e sviluppo, marketing e pubblicità, devono poter fare fruttare tali investimenti. In tal senso, una tutela adeguata ed effettiva della proprietà intellettuale contribuisce a consolidare la fiducia nel mercato interno da parte di imprese, inventori e creatori e costituisce un forte incentivo all'investimento e, quindi, al progresso economico. Il fenomeno della contraffazione e della pirateria si traduce così per le imprese in un calo del fatturato e in perdite di quote di mercato (per mancate vendite dirette) spesso acquisite con difficoltà, senza dimenticare i danni morali ed immateriali subiti come conseguenza delle ripercussioni negative derivanti dalla perpetrazione di fattispecie di reato in loro danno.
La diffusione dei prodotti contraffatti e dei prodotti pirata conduce, infatti, ad una banalizzazione e ad un annacquamento dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale, che si ripercuote negativamente sulla notorietà e sull'originalità dei prodotti autentici, soprattutto quando le imprese fondano la propria pubblicità sulla qualità dei loro prodotti. Questo fenomeno comporta inoltre costi supplementari per le imprese (derivanti dalla necessità di ricorrere alla tutela giudiziaria con espletamento delle indagini, delle perizie e delle controversie legali) e, in alcuni casi, può anche portare ad azioni contro il titolare, qualora non gli sia possibile comprovare la sua buona fede, per i prodotti commercializzati dagli autori degli atti di contraffazione o di pirateria.
Dalle risposte ricevute dalla Commissione a seguito della pubblicazione del suo Libro verde sulla lotta alla contraffazione ed alla pirateria nel mercato interno si evince che, all'interno dell'Unione europea, le merci contraffatte e usurpative rappresentano dal 5% al 10% delle vendite di pezzi di ricambio per veicoli, il 10% delle vendite di CD ed audiocassette e il 16% delle vendite di film (videocassette e DVD).
Per gli apparecchi telefonici cellulari, in particolare, nell’anno 2002, è stata riscontrato un aumento della contraffazione, che, secondo i dati rilevati a livello di Unione europea, è stato pari al 503%.
Ciò malgrado si tratti di un settore di mercato che ha scoperto solo in tempi relativamente recenti il fenomeno della contraffazione ed, in tempi recentissimi, quella particolare modalità di immissione sul mercato di prodotti contraffatti, che rappresentano solo componenti ausiliarie (ma pur necessarie al funzionamento) degli apparecchi cellulari (si pensi alle c.d. covers ed agli accessori seriali quali gli auricolari, le batterie ed i caricabatterie da viaggio), in quanto posta in essere da parte dei commercianti abusivi ‘al minuto’.
Sui prodotti di telefonia si possono avere diversi tipi di contraffazione:
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contraffazione di marchio: la quale si verifica nel momento in cui un marchio è apposto, senza alcun diritto e senza autorizzazione da parte del suo titolare (per esempio, in regime di licenza) sulle diverse parti di un apparecchio cellulare o sulla sua confezione o su una sua componente accessoria ovvero ancora se lo stesso viene utilizzato nella pubblicità;
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contraffazione di modello: si verifica quando la forma estetica e/o le caratteristiche esteriori dell’apparecchio o di una sua parte (per esempio, la c.d. cover) vengono utilizzate senza autorizzazione del titolare del modello (definito ornamentale, appunto) e, in alcuni casi, può concorrere con la contraffazione di marchio;
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utilizzo abusivo di un’indicazione geografica di provenienza: a volte viene infatti riportata su un apparecchio o sul suo imballaggio una falsa indicazione di provenienza (il ‘Made in…’ per intendersi);
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contraffazione di brevetto: consiste nell’utilizzo abusivo di un’invenzione protetta da un brevetto (di invenzione, appunto) e incorporata nella parte tecnica o meccanica dell’apparecchio.


