Editoria
Il problema relativo alla contraffazione (ma più opportuno sarebbe, nel caso in esame, parlare di pirateria, posto che si tratta di violazione dei diritti afferenti il copyright di pubblicazioni editoriali) nel settore dell’editoria può sostanzialmente essere distinto in due diverse fattispecie illecite.
La prima è quella - di gran lunga più diffusa e pertanto da tenersi più seriamente in considerazione - concernente la replicazione non autorizzata, in forma fotostatica o xerografica, di testi scolastici o, molto più spesso, universitari. La seconda, inferiore alla prima per entità e diffusione, è quella della stampa e della pubblicazione, in forma clandestina e non autorizzata da parte degli autori, di testi di vario genere, comunque destinati alla disponibilità del pubblico dei lettori in ispregio della normativa, nazionale e/o internazionale, destinata a tutelare il diritto d’autore.
Quanto al primo dei cennati fenomeni, è sotto gli occhi di tutti quale e quanta diffusione abbia avuto in passato e, comunque, mantenga ancor oggi, pur dopo l’emanazione della nuova legge italiana (n. 248 del 18.8.2000) sul diritto d’autore, la prassi consolidata di effettuare, specie presso le sedi universitarie delle nostre citta, da parte di esercizi commerciali di copisteria e copiatura fotostatica, una serie innumerevole di repliche di testi didattici ed universitari destinati all’uso da parte degli studenti.
Gli operatori del settore librario sono altresì danneggiati da un secondo fenomeno di pirateria editoriale: la produzione di libri contraffatti da parte di tipografle clandestine.
Non si dispone di dati precisi di questo fenomeno che, come riesce evidente, è intieramente sommerso, pur non trattandosi, tuttavia, di un fenomeno secondario.
Secondo stime, effettuate da parte delle associazioni editoriali e sulla scorta dell’entità dei sequestri effettuati nel corso dell’anno 2001, la perdita netta complessiva di introiti, per l’annualità 2002, potrebbe essere considerata pari a 155 milioni di euro.
Ma nel corso degli ultimi anni, stante il progredire rapido e sovente non disciplinato per tempo, dal punto di vista legislativo, delle tecnologie di trasmissione di testi per via informatica e tramite web, si è sviluppata anche una forma di pirateria editoriale realizzata via Internet. Attraverso alcuni siti vengono infatti immessi in rete - senza preventiva autorizzazione degli aventi diritto - interi libri, che possono poi essere facilmente scaricati da tutti gli utenti. In questi casi, vengono praticamente azzerati sia i costi di distribuzione che quelli connessi al pagamento dei diritti d'autore, con conseguente appetibile profitto da parte dei ‘pirati’ informatici.
Non c’è dubbio che alle opere letterarie riprodotte in rete si debba estendere la normativa applicabile alle opere trasferite su supporto cartaceo: non c’è infatti motivo di credere che la pubblicazione di un testo letterario in rete debba godere di una protezione minore dei testi letterari su supporto tradizionale.
A tale proposito, negli scorsi anni le istituzioni comunitarie europee hanno avvertito la necessità di predisporre una normativa sul tema dell’editoria elettronica: è stata quindi presentata, il 10.1.2001, una proposta di risoluzione dal titolo “Risoluzione del Parlamento europeo sulle nuove frontiere della produzione libraria: editoria elettronica e stampa su richiesta” (2000/2037(INI)).
Anche sul livello nazionale, il nostro Paese ha provveduto a introdurre nell’ordinamento (con la recente legge n. 62/2001) una nuova concezione di prodotto editoriale, come tale dovendosi intendere “il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico”.


