Audiovisivi
Per quel che concerne la pirateria audiovisiva - come già per il software e la musica - rileva la dimensione organizzata, criminale ed intensiva della contraffazione: è sotto gli occhi di tutti come e quanto la diffusione di vidoecassette e DVD ‘pirata’ sia intensa, capillare e a buon mercato.
Si va dal caso del singolo commerciante che realizza, magari nel proprio retrobottega, le copie dei video destinati al noleggio al fine di ricavarne un vantaggio esclusivamente personale, distribuendole ai propri clienti più affezionati, per arrivare al caso delle grandi organizzazioni criminali che producono, duplicano e mettono in commercio enormi quantità di audiovisivi falsi, spesso con destinazione non solo rivolta al mercato nazionale bensì anche a quello internazionale.
Trattasi, in ogni caso, di vera e propria attività di contraffazione, vertendosi nel caso di sfruttamento a scopo di lucro di un’opera audiovisiva, effettuato da parte di chi non è titolare di diritti sulla stessa e non è in possesso del preventivo consenso alla riproduzione da parte del vero titolare.
Vi sono poi i casi di contraffazione delle c.d. smart-card, cioè delle carte elettroniche in grado di attivare e consentire la visione a pagamento delle pay-tv, il cui segnale criptato giunge al decoder collegato al televisore, vuoi in via analogica vuoi per via digitale o satellitare.
Esistono sostanzialmente due tipologie di contraffazione al riguardo: i) è possibile acquistare una card originale (in grado di consentire la visione soltanto di alcuni canali) e poi procedere alla sua modifica ‘forzata’ per rendere accessibili alla visione anche altri canali originariamente non contemplati nel pacchetto acquistato; ii) è possibile acquistare (a volte in quegli stessi esercizi autorizzati ove si acquistano le card originali) una card del tutto contraffatta, costituente la riproduzione non autorizzata di una card originale ed in grado di consentire, da subito, la visione di tutti i canali desiderati, altrimenti visibili solo a pagamento.
Le principali strade attraverso le quali la pirateria audiovisiva si sviluppa, anche nel nostro Paese, sono le seguenti:
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pirateria sul film in fase di post-produzione o di doppiaggio: in questo caso, con la complicità di persone che lavorano nel settore, vengono realizzate copie abusive delle pellicole, che poi vengono riversate su supporti ‘master’, da cui vengono poi tratte le copie VHS e DVD; tali supporti sono poi immessi sul mercato per essere venduti al pubblico, prevalentemente tramite la rete dei venditori ambulanti abusivi o nei circuiti telematici in Internet, contemporaneamente od ancor prima dell’uscita del film nelle sale cinematografiche;
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pirateria ‘back-to-back’: viene praticata da alcuni titolari di esercizi commerciali e videoteche che, dopo aver regolarmente acquistato un supporto video (VHS o DVD) da destinare al noleggio, lo duplicano abusivamente per poter fronteggiare le richieste dei clienti relativamente ai film di maggiore successo;
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pirateria di supporti audiovisivi su scala commerciale: si tratta del fenomeno della produzione e dello smercio di videocassette, DVD e di supporti ottici di vario genere, realizzati tramite l’uso di videoregistratori o di masterizzatori in serie, con origine da ‘master’ costituiti da copie digitali registrate nelle sale cinematografiche, e posti in commercio attraverso il canale distributivo illegale, prevalentemente formato dalla rete dei venditori ambulanti extracomunitari; secondo la FAPAV (Federazione Anti Pirateria Audio-Visiva), la contraffazione di videocassette e DVD avviene in centri specializzati che sono forniti di tecnologie costose, in particolar modo per quanto riguarda il prodotto DVD, la cui masterizzazione richiede mezzi tecnici comunque costosi;
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pirateria satellitare: consiste nella ricezione parassitaria dei programmi di emittenti televisive a pagamento e si attua manipolando il decoder in modo tale da poter ricevere canali trasmessi dalle pay-tv ma non rientranti nel pacchetto acquistato all’atto dell’abbonamento, oppure realizzando smart?card ‘pirata’ per la ricezione di tutti i programmi trasmessi dalle pay-tv;
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pirateria via Internet: secondo la FAPAV, il futuro delle trasmissioni di opere cinematografiche è rappresentato dal c.d. ‘video-on-demand’. Affinchè una licenza per la diffusione in Internet possa essere concessa in Italia, il film deve essere già stato posto in circolazione sul territorio nazionale per tutti i precedenti sfruttamenti, il servizio deve essere protetto da misure teenologiche che ne prevengano la copia ed il ‘service-provider’ che lo veicola deve avere sede nel territorio dello Stato; la possibilità di sfruttare illecitamente i prodotti audiovisivi attraverso la rete Internet è sottoposta alla imprescindibile e preventiva decriptazione - da parte degli ‘hackers’ - dell’algoritmo di protezione dei DVD, così da poterne poi riversare il contenuto sugli hard-disc del computer ovvero metterlo a disposizione di terzi, via Internet.
Il mercato delle videocassette è, esso pure, piuttosto difficile da controllare, perché è costellato da moltissimi piccoli soggetti ed aziende che abusivamente duplicano supporti magnetici, atteso il fatto che - diversamente dalla masterizzazione dei DVD - è relativamente semplice e poco costoso duplicare videocassette per poi noleggiarle o rivenderle.


