Abbigliamento e attrezzatura sportiva

È sotto gli occhi di tutti che, a partire dal decennio scorso, l’attenzione dell’opinione pubblica e gli interessi del mercato si sono vieppiù orientati verso la cura della salute ed il ricorso agli strumenti del fitness.

Questa tendenza è stata promossa e incentivata a tutti i livelli, incluso il ricorso all’alimentazione alternativa ed ai cibi più salutari, ai centri destinati alla cura del corpo, al fitness appunto ed alle vacanze escursionistiche. L’industria dell’abbigliamento sportivo si è accorta molto presto di questo ‘trend’ ed ha effettuato investimenti ingenti per migliorare la qualità e l’ambito del mercato dell’abbigliamento sportivo, promuovendo uno stile di vita via via più dinamico.

L’inevitabile progredire dell’industria dell’abbigliamento in esame verso una vera e propria industria della moda ha portato alla conseguenza che essa ha attratto sempre più contraffattori. Inoltre, la vendita di prodotti contraffatti è strettamente connessa con i grandi eventi sportivi.

I concerti ed i campionati e gli altri importanti eventi di settore normalmente attraggono i contraffattori organizzati, che istituiscono delle attività di commercio intorno alle sedi di tali eventi. I venditori sono generalmente itineranti e trasportano piccoli quantitativi di merce contraffatta, in tal modo rendendo le azioni di polizia, nella più parte dei casi, prive di effetto. I maggiori consumatori di abbigliamento sportivo contraffatto sono i più giovani che sono tendenzialmente più propensi ad acquistare dei prodotti falsi.

Una recente indagine compiuta in Inghilterra ha dimostrato che il 40 % dei consumatori sono consapevoli di acquistare prodotti contraffatti e che, di questi consumatori, più del 50% erano di età compresa tra i 15 ed i 24 anni. Secondo le indicazioni fornite da alcune multinazionali operanti nel settore, la contraffazione che colpisce il mercato globale delle scarpe per il tempo libero ammonta a circa il 35%-40%, mentre quella che riguarda il mercato dell'abbigliamento sportivo è pari a circa il 25%-30%.

È abbastanza difficoltoso giungere ad un dato affidabile sulla dimensione del fenomeno della contraffazione nel mercato italiano degli articoli per lo sport.

Gli unici dati attendibili riguardano essenzialmente i sequestri di elevati quantitativi di prodotti contraffatti effettuati dalle forze dell’ordine sull’intero territorio nazionale e, in special modo, all’atto del tentativo di importazione di prodotti contraffatti all’interno del nostro Paese.

Nel settore dello sport, i principali paesi produttori di falsi sono la Cina, l’Estremo Oriente e la Turchia. L’Italia (e, in particolare, la zona del napoletano e la Puglia) è stata inserita, dai maggiori produttori di articoli sportivi, nell’elenco dei Paesi nei quali si concentra una maggiore produzione di articoli contraffatti. Sul mercato esistono principalmente due tipologie di prodotti contraffatti:

  • la prima riguarda prodotti facilmente riproducibili, quali, ad esempio le T-shirt, le scarpe non tecnologiche ed i gadgets, che vemgono venduti soprattutto sulle bancarelle dei mercati rionali e, più in generale, dagli ambulanti: si calcola che questa tipologia di contraffazione ammonti a circa il 90% del totale del mercato;
  • il restante 10% riguarda prodotti contraffatti di alta qualità, che vengono venduti negli stores assieme ai prodotti originali: questa tipologia di merci risulta più difficilmente identificabile in quanto attuata da quelle stesse aziende produttrici in outsourcing od in regime di licenza, le quali – contravvenendo agli accordi stipulati con le aziende titolari dei marchi, continuano a produrre anche dopo la scadenza del contratto di licenza. Soltanto attraverso perizie specifiche effettuate da personale altamente qualificato, è quindi possibile formulare giudizi sull'autenticità di tali prodotti contraffatti.

Risulta interessante osservare che, il più delle volte, il prodotto contraffatto è individuabile anche attraverso l'analisi del packaging che lo contiene: le confezioni o le scatole utilizzate per la custodia del prodotto, infatti, sono in moltissimi casi di pessima qualità e di irrisorio valore.