Sigarette

La contraffazione di sigarette e di prodotti da fumo è una fiorente attività illegale operante su scala mondiale. Per la sua stessa natura, il commercio illegale di prodotti da fumo è tuttavia difficile da quantificare perché opera interamente al di fuori dei canali di distribuzione legittimi.

Secondo le stime del monopolio cinese del tabacco, ogni anno vengono prodotti in quel Paese circa 100 miliardi di sigarette contraffatte. Nonostante gli enormi sforzi per far rispettare la legge, solo una piccola parte del totale viene confiscata.

Per di più, la contraffazione non è un fenomeno limitato alla sola Cina. Le fabbriche che contraffanno i più famosi marchi delle multinazionali del tabacco sono state individuate in molti Paesi, che vanno dall’Albania agli Emirati Arabi Uniti, al ounto di giungere a contare, su scala mondiale, almeno 30 Paesi dove l’attività illegale in questione viene svolta, sovente su larga scala.

La contraffazione non danneggia solamente le multinazionali in parola ma anche - e in non scarsa misura - i Governi nazionali, le cui imposte sul tabacco e sui prodotti da fumo vengono sistematicamente evase. Ad esempio, secondo risultanze ufficiali, in Colombia (dove il contrabbando è da tempo considerato come una vera e propria piaga sociale) il 95% delle sigarette controllate alla dogana nazionale è risultato essere fuorilegge.

Attualmente, esistono normative che consentono ai vari Governi nazionali di adottare misure di tipo sanitario, in grado di condizionare il commercio internazionale dei prodotti del tabacco. Le stesse multinazionali del settore stanno sostenendo le Autorità dei vari Paesi e i relativi Organi di controllo nella lotta contro l’industria mondiale della contraffazione e ciò mediante: i) la messa a disposizione di esperti in grado di analizzare e verificare le merci sospette, così da risalire alla loro provenienza; ii) lo sviluppo di nuovi sistemi per la protezione e l’autenticazione dei prodotti; iii) la cooperazione con il personale doganale degli Stati nazionali per fornire le tecniche necessarie ad individuare i prodotti contraffatti.

Politiche ormai consolidate delle aziende fabbricanti di sigarette sono poi volte all’effettuazione di controlli adeguati su tutti quei clienti, che richiedano un volume significativo di sigarette, oltre che alla fornitura di sigarette sulla base della valutazione della domanda legittima in un dato mercato, comprendente una valutazione della domanda della popolazione dedita al fumo e della correlativa quota di mercato con interruzione o riduzione, ove necessario, delle forniture laddove la domanda locale non supporti la richiesta quantitativa del prodotto da parte di un cliente. 

Ma non solo la contraffazione di sigarette ha rilevanza tra i prodotti da fumo. Anche la contraffazione dei sigari cubani è stata registrata come elemento di perturbazione del settore. Una scatola di sigari di provenienza cubana costa, a seconda della qualità, dai 25 ai 50 dollari: è facile, a questo punto, immaginare quanto può guadagnare chi fabbrica abusivamente questo tipo di prodotto per poi rivenderlo, magari ad una clientela fedele, negli Stati Uniti o sul mercato europeo o nipponico.

Anche in questo caso, al fine di smascherare eventuali truffatori, alcuni accorgimenti sono stati posti in essere: ad esempio, sulla parte sinistra anteriore della scatola contenenti i veri sigari cubani appare, d’abitudine, un sigillo di garanzia verde e bianco, il cui colore può variare - a seconda della qualità - dal verde bosco al verde pallido. A ciò si aggiunga, come ulteriore segno di riconoscimento dell’originalità, il fatto che sul fondo della scatola si trova un bollo marchiato a fuoco (e non, invece, come accade per il prodotto non originale, stampato ad inchiostro) al di sotto del quale si deve poi trovare un altro bollo (questo sì stampato ad inchiostro, di qualsiasi colore) che indicherà il luogo di fabbricazione dei sigari e la data di uscita dalla fabbrica. Ennesimo, ma poco conosciuto, segnale di autenticità si trova nello strato sottile di legno di cedro che separa i due strati di sigari. Nell’angolo destro superiore delle scatole originali vi è sempre un piccolo tranciasigari a forma di mezzaluna per le dita, il cui taglio deve essere perfettamente curvo poiché non è effettuato a mano ma con appositi strumenti.