Rigore e prudenza nell'acquistare farmaci

da Giornale del Popolo venerdì 10 ottobre 2008, pagina 3

C’è un solo modo per mettersi al riparo da rischi – più o meno pesanti – nell’acquisto di medicinali: far capo alla rete conosciuta di approvvigionamento che, alle nostre latitudini, passa generalmente per la farmacia. È questa la raccomandazione di fondo per ciascuno di noi, che scaturisce dal simposio sulla contraffazione dei medicinali organizzato ieri a Lugano dall’Associazione farmaceutici ticinese (AFTI) in collaborazione con l’Associazione farmaceutici industria (AFI). Per gli addetti ai lavori è stata un’occasione privilegiata per approfondire questo tema, facendo il punto su esperienze pratiche e strategie per contrastare il fenomeno. Al simposio, moderato da Maurizio Battistini dell’AFTI e Piero Iamartino dell’AFI, hanno portato il loro contributo varie personalità degli enti regolatori svizzeri (Swissmedic), italiani (AIFA, Istituto superiore di sanità, Ministero della salute) ed europei (IMPACT), forze dell’ordine (NAS) e responsabili doganali, esperti nell’ambito della lotta alla contraffazione dei medicinali, rappresentanti dell’industria farmaceutica e produttori di materiali di confezionamento. «La contraffazione è un vero e proprio crimine e la sua gravità non è limitata al danno economico» ha sottolineato Domenico di Giorgio dell’Agenzia italiana del farmaco. «Quando la contraffazione colpisce un farmaco, diventa un problema di salute pubblica». Le dimensioni effettive del fenomeno sono sconosciute, anche perché ad emergere sono soltanto i dati relativi ai prodotti sequestrati. Si calcola comunque che la contraffazione riguardi il 7% del commercio mondiale di farmaci, con punte altissime nel terzo mondo ma con la tendenza a espandersi anche in Europa. Viagra, antidepressivi e antitumorali sono i prodotti più contraffatti nei paesi sviluppati, secondo quanto indicato dall’avv. Daniela Mainini dell’apposito Centro studi italiano. La pericolosità di un farmaco del genere di manifesta con ritardo o incompletezza nella risposta, inefficacia o addirittura tossicità. Talvolta genera anche vere e proprie tragedie, come quella capitata nel 1992 in Bangladesh e nella quale morirono 233 bambini. In Svizzera dall’inizio di quest’anno fino al 10 settembre sono stati 470 i casi segnalati a Swissmedic, secondo quanto riferito da Massimo Sfiligoi della Sezione antifrode doganale di Lugano. I principali traffici (postale, corrieri espressi) riguardavano medicinali anabolizzanti e dopanti, prodotti dimagranti, induttori all’erezione e preparati afrodisiaci, prodotti per schiarire la pelle, calmanti e sonniferi, prodotti vegetali provenienti dall’Asia. Le risorse dell’Amministrazione federale delle dogane sono comunque limitate, ragion per cui non si può certo andare al di là di controlli proporzionali ai rischi. Tra le misure più efficaci contro la contraffazione vi è l’applicazione di sempre nuove tecnologie di riconoscimento di tali prodotti, tecnologie che si cerca di trasferire anche nei paesi in via di sviluppo. Non mancano comunque anche in Europa difficoltà nell’identificare l’autore della contraffazione e raccogliere prove da usare in giustizia, come ha sottolineato Vanessa Musso di Sanofi-Aventis. Ecco perciò che la lotta alla contraffazione parte anche da misure di prevenzione, quali ad esempio il programma di protezione dell’imballaggio sia per rendere la copia più difficile, sia per facilitare l’autentificazione. Etichette di sicurezza, ologrammi (un po’ come sulle banconote) e codici a barre sono strumenti sempre più diffusi a questo scopo. Ma non si può e non si deve pretendere che questi accorgimenti sostituiscano il buon senso della singola persona. Nell’acquisto di medicinali il rigore e la prudenza a tutela della propria salute devono avere la precedenza su allettanti quanto spesso illusorie offerte- risparmio. E questo è un compito a buon mercato che spetta a ciascuno di noi.



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