Simposio a Lugano sulla contraffazione dei medicinali

da A.F.I Informa lunedì 27 ottobre 2008, pagina 3

Il 9 ottobre si è svolto, presso l’amena cornice del Grand Hotel Eden di Lugano, il Simposio sulla “Contraffazione dei medicinali: esperienze pratiche e strategie per contrastare il fenomeno” organizzato dall’Associazione Farmaceutici Ticinesi (AFTI) in collaborazione con AFI. Il Simposio, moderato da Maurizio Battistini (AFTI) e da Piero Iamartino (AFI), ha avuto il privilegio di ospitare figure di spicco operanti nell’ambito della lotta alla contraffazione dei medicinali appartenenti alle Autorità Sanitarie svizzere e italiane, all’industria, a studi legali e ai fornitori di materiali di confezionamento. L’evento si è aperto con la prolusione dei Presidenti di AFTI e AFI, Valter Gianesello ed Alessandro Rigamonti, che hanno sottolineato la rilevanza del fenomeno della contraffazione ed il suo impatto sulla salute dei cittadini senza trascurare la sua ripercussione sull’immagine e l’economia farmaceutica e il suo indotto. Dovendo fare un sunto dei principali elementi scaturiti dal Simposio, cui sarà data diversa eco su NCF, si può affermare che esiste una profonda consapevolezza dell’importanza e della criticità della contraffazione dei farmaci per la salute da parte delle Autorità Sanitarie dei paesi sviluppati, tra i quali esistono strette collaborazioni (si veda la creazione di un comitato creato in seno al Consiglio d’Europa volto a minimizzare i rischi sulla salute pubblica, creati dalla contraffazione dei medicinali, coordinato dai dottori Domenico Di Giorgio e Ruth Mosimann, in qualità di Presidente e Vice Presidente dell’organizzazione, rispettivamente appartenenti ad AIFA e SwissMedic e intervenuti al Simposio). Tale consapevolezza è resa ancor più significativa dall’esperienza di Impact Italia che vede presenti le principali forze coinvolte nella lotta alla contraffazione (Autorità Sanitarie, Forze di Polizia e Dogane) in un sistema sinergico. Queste forze, ed in particolare le Autorità Sanitarie, condividono che i principali mezzi per contrastare il fenomeno siano le campagne di sensibilizzazione dei cittadini (in atto a breve sia in Svizzera che in Italia) e il controllo rigoroso degli attori della filiera del farmaco (dalle industrie ai punti di distribuzione capillare), soggetti a regolare rilascio di Autorizzazione e periodici controlli. L’industria farmaceutica e il suo indotto giocano un ruolo fondamentale in questo processo in quanto chiamati a collaborare attivamente con le Autorità ma soprattutto individuare soluzioni strategiche atte a rendere sempre difficoltosa la contraffazione. Diverse di queste soluzioni impiego di ologrammi, composizioni e sfumature di colore nel packaging secondario, adozione di codici a barre 2D sugli astucci ed altre soluzioni molto innovative con penne o scanner particolari) sono state presentate al Simposio da Alberto Bartolini, dell'AFI. Particolare enfasi è stata posta sull’impiego della tecnologia Rfid per la tracciatura del farmaco in tutta la sua filiera distributiva (Mauro Coghetto – Calearo TLC e Claudio Fabiano - SVS); tale tecnologia, il cui uso è stato incoraggiato anche dalla FDA, trova ancora difficile consenso sia per il costo associato sia per l’implementazione delle tecnologie di packaging che ne conseguono. Estremamente interessanti anche i lavori presentati dai relatori provenienti dall’Istituto Superiore di Sanità (Dr.ssa Gaudiano) e dal Ministero del Welfare (Dr.ssa Terracciano) che hanno portato esempi pratici sulle modalità di analisi attuate per l’individuazione e la conferma di falsi e sull’esperienza italiana della tracciatura dei farmaci con l’impiego dei bollini. Dal Simposio è emersa in diverse occasioni la carenza legislativa, pressoché identica in tutti i paesi, in materia di lotta alla contraffazione ancora considerata come una sanzione poco più che amministrativa e non come crimine, impressione confermata dall’avvocato Daniela Mainini, Presidente del Centro Italiano Studi Anticontraffazione. Dall’analisi della contraffazione e dei prodotti maggiormente interessati è parso evidente che il fenomeno interessa maggiormente i paesi in via di sviluppo e che la tipologia dei prodotti oggetto di falsificazione è profondamente diversa così come i canali distributivi. Nei paesi industrializzati il fenomeno riguarda soprattutto prodotti legati allo stile di vita (ormoni anabolizzanti, agenti dimagranti, ecc…) il cui acquisto avviene essenzialmente mediante internet e attraverso canali distributivi quali palestre e centri benessere. Nei paesi più poveri il fenomeno è più largamente diffuso, interessa diverse tipologie di farmaci (in particolare i salvavita) e il commercio avviene attraverso i canali distributivi più disparati, inclusi quelli apparentemente legali. L’analisi in pratica rassicura il cittadino europeo il cui consumo dei medicinali avviene attraverso le vie legali di distribuzione, ossia essenzialmente le farmacie e gli ospedali. Cesare Viganò (Boehringer Ingelheim – Pharmaton) ha presentato la Case History Pharmaton, storia di una contraffazione di medicinali. Da Vanessa Musso è stata invece illustrata l’organizzazione anti contraffazione, con esperienze pratiche, in Sanofi-Aventis. Del contributo dei Nuclei Anticontraffazione (NAS) alla lotta alla contraffazione ha parlato Sergio Tirrò, mentre i compiti della dogana nella medesima lotta sono stati trattati da Massimo Sfiligoi (Sez. antifrode doganale Lugano). Nel corso della Manifestazione, il Comitato Direttivo AFTI, ha avuto il piacere di consegnare al Prof. Rigamonti una targa a riconoscimento dell’amicizia sempre mostrata nei riguardi della consorella ticinese e per le innumerevoli iniziative scaturite dalla collaborazione tra le due associazioni non ultima l’organizzazione del simposio annuale di Rimini. Il Prof. Rigamonti, dal canto suo, ha evidenziato il profondo legame con l’Associazione Svizzera favorito anche dalla comune appartenenza alla regione Insubrica.



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